Rischio di credito della riassicurazione

In aggiunta ai titoli di debito e strumenti finanziari derivati, il Gruppo è esposto al rischio di credito anche in considerazione dell’esposizione verso i riassicuratori a cui viene ceduta parte del business. In particolare viene monitorata  la capacità dei riassicuratori di adempiere alle obbligazioni contrattuali assunte nei confronti delle società del Gruppo.

Il Gruppo stabilisce centralmente i principali criteri di affidabilità e solvibilità che tengono in considerazione le esposizioni e la probabilità di default di ciascun riassicuratore.

Il criterio principale è rappresentato dalla definizione di una massima esposizione trasferibile a ciascun riassicuratore. In linea di principio il massimo trasferimento di rischio ad un singolo riassicuratore per ciascun programma non dovrebbe eccedere una determinata percentuale del suo patrimonio netto. Tale esposizione è di norma ulteriormente ridotta sulla base del rating assegnato da S&P’s o da altre rating agencies e in relazione alla classe di affari considerata stabilendo comunque delle soglie massime di ammontare in ragione delle caratteristiche della tipologia di rischio; per affari long-tail sono adottati criteri più restrittivi.

Rating delle riserve tecniche a carico dei riassicuratori
(in milioni di euro) 31.12.2012 31.12.2011
AAA 6,0 76,6
AA 2.947,4 3.382,4
A 1.539,4 1.143,5
BBB 324,8 36,3
Non investment grade 4,5 12,5
Not Rated 801,9 1.026,7
Totale 5.624,2 5.678,0

La tabella conferma come la prudente politica adottata già da anni dal Gruppo nella selezione dei riassicuratori consenta di avere un’elevata presenza di controparti nelle classi di rating di maggiore qualità. Il modesto peso delle controparti AAA riflette l’assenza quasi totale di operatori sul mercato che hanno mantenuto queste caratteristiche. La nostra politica nella scelta delle controparti è stabile nel tempo, oltre che prudente, e le variazioni evidenziate da un anno all’altro dipendono normalmente da cambiamenti di rating occorsi durante l’anno  riguardanti alcuni riassicuratori.  Nel corso del 2012, in particolare, si sono fatti sentire gli effetti della crisi finanziaria e dei risultati di bilancio 2011, pesantemente condizionati dall’eccezionale sinistralità collegata alle catastrofi naturali registrate dai riassicuratori nel corso dell’esercizio.

Relativamente alle controparti “not rated”, va precisato che sono spesso Compagnie non più attive sul mercato riassicurativo e non valutate da parte delle rating agencies ma, non per questo, necessariamente meno solide dal punto di vista finanziario. Si tratta anzi, in molti casi, di Compagnie facenti parte di importanti Gruppi assicurativi che, a loro volta, beneficiano di rating elevato ma che hanno dismesso la loro attività riassicurativa. In alcuni casi trattasi di mutue o di compagnie assicurative captive di grandi aziende industriali che non beneficiano di alcun rating pur mostrando una buona solidità finanziaria.

In alcuni casi la normativa locale, la prassi di mercato o la tipologia di affare consentono al Gruppo di beneficiare di depositi e/o lettere di credito a garanzia delle riserve, che attenuano il rischio di credito legato a queste voci di bilancio.