Rischio di credito degli investimenti finanziari

Il rischio di credito si riferisce alle possibili perdite derivanti da inadempienze di una controparte nell’onorare i propri impegni (default) ovvero da un deterioramento del suo merito creditizio (downgrade o migration) rispettivamente in relazione agli strumenti di debito in cui la Compagnia investe o della controparte inerente ad un contratto derivato. Viene altresì considerato il rischio derivante da un innalzamento generalizzato del livello degli spread di mercato, dovuto ad esempio a fenomeni di credit crunch o crisi di liquidità, con un impatto sulla solvibilità economica della Compagnia.

Nell’ambito delle Linee guida di Gruppo relative all’assunzione dei rischi vengono privilegiati investimenti in titoli ad elevato merito creditizio (c.d. investment grade) e incentivata la diversificazione (o dispersione) del rischio.

Il Gruppo è dotato di un datawarehouse per la raccolta ed aggregazione dei dati relativi agli investimenti finanziari, che garantisce omogeneità, tempestività ed un’elevata qualità delle analisi sui rischi finanziari.

Per l'attribuzione di un rating interno ad emissioni ed emittenti vengono utilizzati i rating forniti dalle principali agenzie di rating. Qualora ve ne siano molteplici e vi sia divergenza tra di essi, si è scelto di utilizzare il secondo miglior rating fra quelli disponibili. Agli strumenti privi di rating viene attribuito un rating interno basato su approfondite analisi economico-finanziarie.

Il responsabile della funzione centrale di controllo dei rischi finanziari relaziona periodicamente al Comitato Rischi di Gruppo sull’esposizione complessiva ai fattori alla base del rischio di credito.

Il portafoglio a reddito fisso del Gruppo è caratterizzato da un approccio conservativo.

La distribuzione per classi di rating evidenzia l’assoluta predominanza di investimenti nelle classi ad elevato merito creditizio.

Per ridurre il rischio di controparte, connesso alle strategie di copertura del rischio di mercato, sono stati utilizzati meccanismi mitigatori del rischio quali la selezione delle controparti, il ricorso a strumenti quotati e l’integrazione di parte dei contratti ISDA con il Credit Support Annex (CSA). Il CSA prevede la consegna di un bene collaterale quando il valore del contratto oltrepassa una certa soglia.

Si ricorda inoltre che, per la parte di strumenti finanziari a copertura di passività relative a polizze vita valgono le medesime considerazioni fatte per il rischio di mercato, per cui, in alcuni casi, default, downgrades o variazioni degli spread si ripercuoteranno anche sul valore delle passività assicurative, con conseguente effetto mitigatore del rischio.

Tra le attività finanziarie che non hanno subito riduzione durevole di valore non si segnalano posizioni significative scadute per i titoli di debito, mentre la prevalenza dei crediti derivanti da operazioni di assicurazione risultano tra le attività del Gruppo da circa tre mesi.

Nelle tabelle sottostanti viene riportato il dettaglio del fair value dei titoli governativi suddiviso per Paese e rating:

Dettaglio per Paese dei titoli governativi
   31.12.2012      
(in milioni di euro) Totale fair value Composizione (%) di cui esposizione domestica Composizione (%)
Titoli governativi 138.760      
Italia 59.715 43,0 55.331 92,7
Francia 26.439 19,1 20.718 78,4
Germania 10.958 7,9 8.270 75,5
Paesi dell'Europa centro-orientale 8.317 6,0 6.022 72,4
Resto d'Europa 20.928 15,1 10.236 48,9
Spagna 5.442 3,9 4.018 73,8
Austria 3.825 2,8 2.090 54,6
Belgio 7.002 5,0 1.949 27,8
Altri 4.659 3,4 2.179 46,8
Resto del Mondo 5.925 4,3 4.238 71,5
Supranational 6.478 4,7 na na
Dettaglio per rating dei titoli governativi
  31.12.2012   31.12.2011  
(in milioni di euro) Totale fair value Composizione (%) Totale fair value Composizione (%)
Titoli governativi 138.760   115.372  
AAA 18.863 13,6 38.118 33,0
AA 43.505 31,4 21.516 18,6
A 3.760 2,7 47.891 41,5
BBB 69.592 50,2 4.496 3,9
Non investment grade 2.884 2,1 3.194 2,8
Not Rated 156 0,1 158 0,1

L’esposizione ai titoli obbligazionari governativi è pari a € 138.760 milioni ed il 62% del portafoglio è rappresentato da titoli di debito italiani e francesi. L’esposizione verso i singoli titoli di stato è principalmente allocata ai rispettivi Paesi di operatività.

La classe di rating AA include i titoli di stato francesi il cui rating è stato oggetto di downgrade sia da parte di S&P’s (AA+, 13/01/2012) sia da parte di Moody’s (Aa1, 19/11/2012). La classe di rating BBB include principalmente i titoli di stato italiani il cui rating è stato oggetto di downgrade sia da parte di S&P’s (BBB+, 13/01/2012) sia da parte di Moody’s (Baa2, 13/07/2012).

Nelle tabelle sottostanti viene riportato il dettaglio del fair value dei titoli corporate suddiviso per settore, Paese e rating:

Dettaglio per settore dei titoli societari
  31.12.2012
(in milioni di euro) Totale fair value Composizione (%)
Titoli societari 110.108  
Finanziario 36.909 33,5
Covered Bonds 34.259 31,1
Asset-backed 2.331 2,1
Utilities 9.301 8,4
Industriale 9.413 8,5
Consumer 5.533 5,0
Telecomunicazioni 5.674 5,2
Energetico 3.033 2,8
Other 3.656 3,3
Dettaglio per rating dei titoli societari
  31.12.2012   31.12.2011  
(in milioni di euro) Totale fair value Composizione (%) Totale fair value Composizione (%)
Titoli societari 110.108   97.346  
AAA 32.179 29,2 32.387 33,3
AA 8.672 7,9 10.636 10,9
A 33.933 30,8 33.685 34,6
BBB 28.474 25,9 16.659 17,1
Non investment grade 4.878 4,4 1.975 2,0
Not Rated 1.972 1,8 2.005 2,1

L’esposizione ai titoli obbligazionari corporate è pari a € 110.108 milioni ed è costituita per il 33% da obbligazioni del settore corporate non finanziario, per il 34% da obbligazioni del settore corporate finanziario e per il 31% da covered bonds.