Altre informazioni

Fair value degli strumenti finanziari | Trattamento contabile degli strumenti derivatiPerdite durevoli di valore su strumenti finanziari Uso di stime | Pagamenti basati su azioni Informativa per segmento di attività | Informativa inerente i rischi finanziari e assicurativi


Fair value degli strumenti finanziari

Il fair value rappresenta il corrispettivo al quale un’attività potrebbe essere scambiata, o una passività estinta, in una libera transazione fra parti consapevoli e indipendenti. Conseguentemente si presume che l’impresa sia in funzionamento e che per nessuna delle parti vi sia la necessità di liquidare le proprie attività, intraprendendo operazioni a condizioni sfavorevoli.

Il fair value delle attività finanziarie viene determinato come di seguito descritto.

In caso di titoli negoziati in mercati attivi, il fair value è determinato con riferimento alla quotazione di borsa (bid price) rilevata al termine delle negoziazioni alla data di chiusura del periodo (Mark-to-Market – Livello I della gerarchia del fair value). Un mercato è considerato attivo qualora i prezzi siano prontamente e regolarmente disponibili e siano rappresentativi di transazioni di mercato effettive che avvengono regolarmente in normali contrattazioni.

Se il mercato per uno strumento finanziario non è attivo, il fair value è determinato utilizzando  tecniche di valutazione, al fine di stabilire quale prezzo avrebbe avuto alla data di valutazione in un libero scambio a normali condizioni commerciali.

Un mercato non attivo è generalmente caratterizzato da contrattazioni assenti o significativamente ridotte, elevata volatilità dei prezzi e rilevante allargamento degli spread bid-ask, nonché da un ingiustificato premio di liquidità implicito nei prezzi bid.

Le tecniche di valutazione adottate comprendono l’utilizzo di prezzi osservati in transazioni recenti concluse a condizioni correnti in normali contrattazioni, se disponibili e qualora le condizioni di mercato non siano mutate significativamente, o il riferimento al fair value di strumenti finanziari con caratteristiche analoghe, senza introdurre parametri discrezionali (Comparable Approach – Livello II della gerarchia del fair value).

Qualora non siano osservabili transazioni recenti specifiche o strumenti finanziari con caratteristiche similari, si è fatto ricorso all’utilizzo di modelli finanziari

di valutazione basati sull’attualizzazione di flussi di cassa e sulla valutazione di opzioni.  La stima del valore corrente è stata operata utilizzando quanto più possibile dati di input di mercato, riducendo al minimo l’utilizzo di parametri discrezionali o interni. Nell’applicare i modelli di valutazione sono stati utilizzati tutti i fattori normalmente considerati dagli operatori di mercato nella determinazione dei prezzi, quali curve di tassi di interesse free-risk, parametri idonei a misurare il rischio di credito, il rischio di liquidità ed altri fattori di rischio applicabili nelle specifiche circostanze.  Laddove non siano disponibili parametri osservabili sul mercato o questi richiedano aggiustamenti materiali, le tecniche di valutazione ricorrono ad appropriati modelli finanziari  che si basano su assunzioni e stime interne (Mark-to-Model – Livello III della gerarchia del fair value).

L’IFRS7 richiede, inoltre, per le classi di strumenti finanziari misurate al fair value nella predisposizione del bilancio - le attività finanziarie disponibili per la vendita e quelle a fair value rilevato a conto economico - di classificare nell’ambito delle informazioni integrative la valutazione applicata in base ad una fair value hierarchy, che definisce tre diversi livelli in base agli input utilizzati nella definizione del prezzo:

Livello 1 - prezzi quotati in mercati attivi per identici strumenti finanziari;

Livello 2 – dati di input diversi dai prezzi di cui al Livello 1, che sono osservabili per l’attività o la passività, sia direttamente (come ad esempio prezzi quotati per strumenti simili in mercati attivi), sia indirettamente (in quanto derivati dai prezzi);

Livello 3 – dati di input relativi all’attività o alla passività che non sono basati su dati di mercato osservabili.

Le sopracitate informazioni richieste dall’IFRS7 vengono fornite nella parte “Altre informazioni” della nota integrativa.up.png
Trattamento contabile degli strumenti derivati

Si considerano strumenti finanziari derivati i contratti che presentano le seguenti caratteristiche:

  • il loro valore cambia in relazione alle variazioni di un tasso di interesse, del prezzo di uno strumento finanziario, del prezzo di una merce, del tasso di cambio di una valuta estera, di un indice di prezzi o di tassi, di un merito di credito (rating) o di altre variabili sottostanti prestabilite;
  • non richiedono un investimento netto iniziale o, se richiesto, è inferiore a quello che sarebbe richiesto per altri tipi di contratti da cui ci si aspetterebbe una risposta similare a cambiamenti di fattori di mercato;
  • saranno regolati a data futura.

Gli strumenti derivati,  non contabilizzati adottando la tecnica dell’hedge accounting, sono rilevati al fair value con contropartita il conto economico.

In relazione alle emissioni di alcune passività subordinate il Gruppo pone in essere operazioni di copertura della volatilità dei tassi di interesse e delle oscillazioni del cambio sterlina inglese/euro, che ai fini contabili sono qualificate come di copertura della volatilità dei flussi finanziari (cash flow hedge) e contabilizzate adottando la tecnica dell’hedge accounting.

Secondo detto modello contabile la componente efficace della variazione di valore del derivato di copertura viene differita in una voce del conto economico complessivo, mentre gli utili o le perdite relative a porzioni inefficaci sono riconosciute direttamente al conto economico separato. L’ammontare accumulato nelle altre componenti del conto economico complessivo viene rilasciato a conto economico coerentemente con le variazioni economiche della posta coperta.

Quando uno strumento di copertura giunge a scadenza o è venduto, oppure quando non soddisfa più i requisiti per applicare l’hedge accounting, gli utili e le perdite accumulate nelle altre componenti del conto economico

complessivo sino a quella data rimangono sospese nel patrimonio e vengono imputate a conto economico separato quando la transazione che si intendeva coprire ha effettivamente luogo, garantendo la necessaria coerenza contabile. Tuttavia se una transazione originariamente prevista diviene improbabile oppure viene cancellata, l’ammontare cumulato degli utili o delle perdite sospese nelle altre componenti del conto economico complessivo viene immediatamente imputato al conto economico separato. 

Il Gruppo ha inoltre posto in essere operazioni di copertura della volatilità dei flussi finanziari (cash flow hedge) a fronte di future operazioni di rifinanziamento di passività subordinate di prossima scadenza, che ai fini contabili sono qualificate come di copertura di un’operazione futura (hedge of a forecast transaction), il cui accadimento è molto probabile e può avere effetto a conto economico. La parte efficace dell’utile o della perdita sullo strumento di copertura è rilevata tra le voci del conto economico complessivo, mentre la parte non efficace deve essere rilevata nel conto economico separato. Quando la transazione futura risulta nella rilevazione contabile di un attività o passività finanziaria l'utile o la perdita sullo strumento di copertura relativo alla parte efficace della copertura che è stata rilevata nel prospetto di conto economico complessivo viene riclassificata dal patrimonio netto al conto economico separato come rettifica da riclassificazione.

Le coperture di un investimento netto in una gestione estera (hedge of a net investment in a foreign operation) sono contabilizzate in modo similare alle coperture di flussi finanziari: la parte efficace dell’utile o della perdita sullo strumento di copertura è rilevata tra le voci del conto economico complessivo, mentre la parte non efficace deve essere rilevata nel conto economico separato.up.png

Perdite durevoli di valore su strumenti finanziari

Per le attività finanziarie, con esclusione di quelle classificate nella categoria al fair value rilevato a conto economico, se esiste un’obiettiva evidenza che l’attività abbia subito una riduzione durevole di valore si seguono le disposizioni dello IAS 39.

Indicatori di una possibile riduzione di valore sono, ad esempio, le significative difficoltà finanziarie dell’emittente, i suoi inadempimenti o mancati pagamenti degli interessi o del capitale, la possibilità che lo stesso incorra in un fallimento o in un’altra procedura concorsuale e la scomparsa di un mercato attivo per l’attività.

La rilevazione di una perdita durevole di valore comunque consegue ad una articolata analisi, al fine di concludere se vi siano effettivamente le condizioni per procedere alla corrispondente rilevazione. Il livello di analiticità e di dettaglio con il quale sono svolte le analisi varia in funzione della rilevanza delle minusvalenze latenti di ogni investimento.

Una prolungata o significativa riduzione del valore di mercato di uno strumento di capitale quotato al di sotto del suo costo di Gruppo è considerata come un’obiettiva evidenza di impairment.

Nel quarto trimestre 2012 sono state riviste le modalità di definizione della presenza di obiettiva evidenza di impairment. La soglia di significatività è stata definita pari al 30%, mentre la prolungata perdita di valore è definita come una riduzione del valore di mercato continuativa al di sotto del costo di Gruppo per 12 mesi.

La ridefinizione delle soglie è stata effettuata per tener conto del mutato contesto economico-finanziario di riferimento. Nella seconda metà del 2011 il notevole incremento della volatilità dei mercati finanziari ed in particolar modo quella osservata nel settore finanziario, era legato all’anomalo allargamento degli spread tra i titoli governativi a seguito delle tensioni emerse sul debito sovrano di alcuni Paesi europei. L’anomala situazione finanziaria giustificava pertanto l’adozione di soglie di “significatività” determinate separatamente per settore merceologico di appartenenza dei titoli azionari per tener conto della correlata volatilità. Nel corso del 2012 la riduzione dello spread sui titoli governativi dei paesi periferici ha permesso la progressiva normalizzazione dei mercati finanziari pur in un quadro generale ancora incerto.

La normalizzazione delle condizioni di mercato è riflessa in una generale riduzione della volatilità dei mercati finanziari di riferimento del Gruppo alla fine del 2012 ed in particolare del settore finanziario. Il mutato scenario finanziario associato all’esigenza di semplificazione e di maggiore comparabilità dei risultati di Gruppo a quelli dei principali gruppi assicurativi europei ha portato alla decisione dell’abbandono della definizione delle soglie di significatività per settore. Con la medesima logica è stato deciso un approccio più prudente nella definizione di perdita prolungata di valore portando la soglia da 36 mesi a 12 mesi.

L’effetto contabile dell’affinamento metodologico sopra esposto rispetto a quanto sarebbe avvenuto in caso di applicazione delle soglie utilizzate fino al terzo trimestre 2012, viene fornita nella parte Attività finanziarie disponibili per la vendita delle Informazioni sullo stato patrimoniale.

In presenza di investimenti a fronte dei quali siano state rilevate perdite durevoli di valore in precedenti periodi, ulteriori riduzioni di valore sono automaticamente considerate durevoli.

Qualora  l’evidenza di una perdita durevole di valore si presenti, tale perdita è determinata:

  • per le attività finanziarie valutate al costo ammortizzato, come differenza tra il valore contabile e il valore attuale dei flussi finanziari attesi dall’attività, attualizzati al tasso di interesse effettivo dello strumento finanziario calcolato al momento dell’iscrizione iniziale;
  • per le attività finanziarie disponibili per la vendita, come differenza tra il costo ed il fair value al momento della valutazione.

Le eventuali successive riprese di valore, sino a concorrenza del valore antecedente la registrazione della perdita, sono rilevate rispettivamente: a conto economico nel caso di strumenti di debito, a patrimonio netto nel caso di titoli di capitale compresi tra essi le quote di OICR.up.png

Uso di stime

La redazione del bilancio secondo i principi contabili IAS/IFRS comporta la necessità di effettuare stime e valutazioni complesse che producono effetti sulle attività, passività, costi e ricavi iscritti in bilancio nonché sull’individuazione e quantificazione delle attività e passività potenziali. Tali stime riguardano principalmente:

  • le riserve tecniche dei segmenti vita e danni;
  • le attività e passività iscritte al fair value;
  • le analisi finalizzate all’individuazione di eventuali perdite durature di valore sulle attività immateriali (es. avviamento) iscritte in bilancio (impairment test);
  • i costi di acquisizione differiti e valore delle relazioni contrattuali acquisite (VOBA);
  • le imposte anticipate e differite;
  • i costi connessi a piani a beneficio definito;
  • i costi connessi ai piani di stock option.

Gli amministratori verificano periodicamente le stime e le valutazioni effettuate in base all’esperienza storica e ad altri fattori di volta in volta ritenuti ragionevoli. A causa dell’incertezza che caratterizza queste poste di bilancio, i relativi valori effettivi potrebbero differire dalle stime effettuate per il sopraggiungere di elementi inattesi o di variazioni nelle condizioni operative.

Per le informazioni circa le metodologie utilizzate nella determinazione delle poste in esame ed i principali fattori di rischio si fa rinvio ai precedenti paragrafi contenenti la descrizione dei criteri di valutazione e alla successiva parte dedicata all’analisi dei rischi finanziari e assicurativi.

Pagamenti basati su azioni

I piani di stock option deliberati dall’assemblea rappresentano un pagamento basato su azioni di prestazioni lavorative ottenute da amministratori e personale dirigente e non dirigente. Il fair value delle opzioni, è determinato alla data di assegnazione. Il fair value dell’opzione è stato calcolato utilizzando un modello che ha considerato, alla data di assegnazione, oltre ad informazioni quali il prezzo di esercizio e la durata dell’opzione, il prezzo corrente delle azioni e la loro volatilità implicita, i dividendi attesi, il tasso di interesse risk-free e le caratteristiche specifiche del piano in essere. Il modello di pricing adotta una simulazione di tipo binomiale per poter tenere conto della possibilità di esercizio anticipate delle opzioni. Nel modello sono valutate, ove presenti, in modo distinto l’opzione e la probabilità di realizzazione della condizione di mercato. La combinazione dei due valori fornisce il fair value dello strumento assegnato.

Il relativo ammontare è imputato a conto economico ed, in contropartita, al patrimonio netto durante il periodo di maturazione del diritto, tenendo conto, ove applicabile, del livello di probabilità che si verifichino le condizioni per l’esercizio dei diritti da parte dei destinatari del piano.

Il costo o ricavo nel conto economico per l’esercizio rappresenta la variazione del costo cumulato rilevato all’inizio e alla fine dell’esercizio.

Nessun costo viene rilevato per i diritti che non arrivano a maturazione definitiva, tranne il caso dei diritti la cui assegnazione è subordinata alle condizioni di mercato; questi sono trattati come se fossero maturati indipendentemente dal fatto che le condizioni di mercato cui soggiogano siano rispettate o meno, fermo restando che tutte le altre condizioni devono essere soddisfatte.

Se le condizioni iniziali sono modificate, si dovrà quanto meno rilevare un costo, ipotizzando che tali condizioni  siano invariate. Inoltre, si rileverà un costo per ogni modifica che comporti un aumento del valore equo totale del piano di pagamento,  o che sia comunque favorevole per i dipendenti; tale costo è valutato con riferimento alla data di modifica.

Se i diritti vengono annullati, sono trattati come se fossero maturati alla data di annullamento ed eventuali costi non ancora rilevati a fronte di tali diritti sono rilevati immediatamente. Ciò comprende ogni premio quando le condizioni di assegnazione sia sotto il controllo dell’entità che dei dipendenti non vengono raggiunte. Tuttavia, se un diritto annullato viene sostituito da uno nuovo  e questo è riconosciuto come una sostituzione alla data in cui viene concesso, il diritto annullato e quello nuovo sono trattati come se fossero una modifica del diritto originale, in virtù di quanto descritto al paragrafo precedente.

L’effetto della diluizione delle opzioni non ancora esercitate è riflesso nel calcolo della diluizione dell’utile per azione.up.png

Informativa per segmento di attività

Nel rispetto dell’IFRS 8, il Gruppo presenta un’informativa in merito ai settori operativi coerente con le evidenze gestionali riviste periodicamente al più alto livello decisionale operativo ai fini dell’adozione di decisioni in merito alle risorse da allocare al settore e della valutazione dei risultati.

Il Gruppo è organizzato in tre settori primari di attività:

  • gestione Danni, che comprende le attività assicurative esercitate nei rami danni;
  • gestione Vita, che comprende le attività assicurative esercitate nei rami vita;
  • gestione Finanziaria, che comprende le attività esercitate nel settore bancario ed in quello del risparmio gestito.

Al fine di migliorare la comprensione delle performance operative dei settori di attività, i tre settori non includono i costi relativi alle cosiddette attività di holding. I costi di holding includono principalmente le spese di regia sostenute dalla Capogruppo e dalle subholding territoriali nell’attività di direzione e coordinamento, i costi derivanti dalle assegnazioni di piani di stock option e stock grant da parte della Capogruppo nonché gli interessi passivi sul debito finanziario del gruppo.

Le attività, le passività, i costi ed i ricavi imputati ad ogni segmento di attività sono indicate nelle tabelle fornite negli allegati alla nota integrativa, che sono state predisposte adottando gli schemi previsti dal Regolamento ISVAP (ora IVASS) n. 7 del 13 luglio 2007, come modificato dal Provvedimento ISVAP (ora IVASS) n. 2784 dell’8 marzo 2010.

Le informazioni per settore sono state elaborate consolidando separatamente i dati contabili relativi alle singole società controllate e collegate appartenenti ad ognuno dei settori individuati, eliminando i saldi infragruppo tra società facenti parte del medesimo settore ed elidendo, ove applicabile, il valore di carico delle partecipazioni a fronte della corrispondente quota di patrimonio netto. Il processo di rendicontazione e controllo posto in essere dal Gruppo Generali richiede che le attività, le passività, i costi ed i ricavi complessivi delle società operanti in più settori siano attribuiti a ciascuna gestione direttamente a cura della direzione delle società stessa e formino oggetto di rendicontazione separata. Nell’ambito della colonna “elisioni intersettoriali” sono stati eliminati i saldi infragruppo tra società facenti parte di settori diversi, al fine di raccordare l’informativa di settore con l’informativa consolidata, come sotto evidenziato.

In questo ambito, il Gruppo Generali adotta un approccio gestionale per l’informativa di settore che comporta l’elisione all’interno di ciascun segmento degli effetti patrimoniali ed economici relativi ad alcune operazioni effettuate tra società appartenenti a segmenti differenti.

L’effetto più significativo riguarda:

  • l’eliminazione nel segmento danni e finanziario delle partecipazioni e dei finanziamenti in società appartenenti agli altri segmenti, nonché i relativi proventi (dividendi e interessi)
  • l’eliminazione nel segmento danni e finanziario dei profitti e delle perdite di realizzo derivanti da operazioni intersegmento
  • l’eliminazione nel segmento vita delle partecipazioni e dei finanziamenti in società appartenenti agli altri segmenti, nonché i relativi proventi (dividendi e interessi) se non a copertura delle riserve tecniche
    • l’eliminazione nel segmento vita dei profitti e delle perdite di realizzo derivanti da operazioni intersegmentoi su investimenti non a copertura delle riserve tecniche

Inoltre, sono stati elisi direttamente in ciascun segmento i finanziamenti passivi tra società del Gruppo appartenenti a segmenti diversi e i relativi interessi passivi.

Il suddetto approccio riduce le elisioni intersettoriali, il cui contenuto è sostanzialmente costituito dalle partecipazioni e dai relativi dividendi ricevuti dalle società operative del segmento vita e distribuiti da società del Gruppo appartenenti agli altri segmenti, dai finaziamenti tra società di Gruppo e dalle commissioni attive e passive per servizi finanziari tra società del Gruppo.up.png

Informativa inerente i rischi finanziari e assicurativi

In ottemperanza alle disposizioni dell’IFRS7 e dell’IFRS4, le informazioni integrative che consentono agli utilizzatori di comprendere l’esposizione del Gruppo ai rischi finanziari ed assicurativi e come essi sono gestiti vengono presentate nella sezione del “Risk Report” del presente bilancio.

Nella citata sezione il Gruppo fornisce informazioni di carattere quantitativo e qualitativo, riguardanti principalmente, l’esposizione sia al rischio di credito,

di liquidità e di mercato derivanti dall’utilizzo di strumenti finanziari che ai rischi derivanti dall’attività assicurativa, nonché analisi di sensitività, le quali consentono di comprendere l’impatto sul patrimonio, sul risultato economico o su altri indicatori rilevanti, derivante da cambiamenti nelle principali variabili finanziarie ed assicurative.up.png