Scenario Economico ed Assicurativo

Lo scenario macroenonomico | Mercati finanziari | Mercati assicurativi

Lo scenario macroeconomico

L’esercizio appena conclusosi è stato segnato da un debole quadro macroeconomico, seppur con qualche segnale positivo nella seconda parte dell’anno, caratterizzata da una crescita economica più sostenuta negli Stati Uniti  e da una significativa diminuzione della volatilità dei mercati azionari europei.

Nell’Area Euro sono state determinanti le misure della BCE, che si sono rivelate efficaci nel ridurre significativamente gli spread di rendimento tra il bund e i titoli dei Paesi dell’Area ad elevato indebitamento, in particolare quelli italiani e spagnoli. Nel corso del 2012 la Banca Centrale ha infatti concesso liquidità alle banche europee attraverso operazioni di LTRO (long term refinancing operation), mettendo in atto al tempo stesso operazioni di quantitative easing (acquisti di titoli di debito governativo) e, in seguito, ha formalizzato un piano (denominato Outright Market Transactions - OMT) a supporto di quei Paesi i cui rendimenti dei titoli sovrani non sembrano giustificati dagli indicatori macroeconomici fondamentali.

Contestualmente, in sede politica, si sono poste le basi per l’unione bancaria europea, la cui supervisione spetterà proprio alla BCE. Sono state approvate due importanti misure, il cd. fiscal compact, volto a rafforzare il Patto di Stabilità (imponendo il limite dello 0,5% al rapporto deficit/PIL e il rientro dei debiti pubblici superiori al 60% del PIL), e l’ESM (European Stability Mechanism), un meccanismo finalizzato ad assistere i Paesi dell’Area Euro in difficoltà. Infine, un ultimo importante segnale per la stabilità dell’euro è arrivato dal successo dell’operazione di buy-back (riacquisto del debito in ristrutturazione) messa in atto dalla Grecia, che ha potuto così ottenere una nuova tranche di aiuti.

Nonostante l’attenuarsi delle turbolenze finanziarie, l’economia reale dell’Unione Europea stenta a ritrovare vigore, data in particolare la debolezza della domanda interna, dovuta in larga misura agli effetti delle politiche di austerità volte alla riduzione del deficit pubblico. I dati del terzo trimestre sottolineano un ulteriore peggioramento dello scenario economico, con il PIL tendenziale che si attesta a -0,4% per il totale dei 27 Paesi dell’Unione, e che scende ulteriormente a -0,6% per l’aggregato dei Paesi dell’Area Euro. La disoccupazione dell’Area Euro nell’ultimo trimestre dell’anno è rimasta invece stabile a 11,7%, il tasso di inflazione tendenziale nell’Area Euro è sceso a gennaio 2013 al 2,0%, rispetto al 2,2% di fine 2012.

Nell’Unione Europea l’Italia è tra i Paesi in cui l’attività economica ha registrato il più deciso rallentamento (-2,7% la variazione del PIL tendenziale del quarto trimestre 2012), a causa in particolare del calo della domanda interna e delle misure intraprese dal governo, che hanno però contribuito alla stabilità dei conti pubblici del Paese. La Germania ha continuato ad essere l’economia trainante dell’Unione Europea seppur in rallentamento rispetto allo scorso esercizio (+0,9% crescita del PIL nel terzo trimestre rispetto  allo +2,7% dell’anno scorso) soprattutto a causa della debole domanda estera.

Incoraggianti segnali di ripresa sono arrivati nel terzo trimestre dagli Stati Uniti, dove si è registrato un tasso di crescita del PIL tendenziale del +2,5%, principalmente grazie alla ripresa del mercato del lavoro e alla ripresa del mercato immobiliare. La Cina continua a mostrare tassi di crescita sostenuti  (+7,8% la variazione del PIL tendenziale nel 2012), anche se in rallentamento rispetto all’esercizio precedente (+9,2%) a causa del calo della domanda mondiale.up.png

 

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I mercati finanziari
Nel 2012 i mercati finanziari hanno mostrato una ripresa beneficiando in particolar modo dell’intervento della Banca Centrale Europea attraverso due aste di rifinanziamento a condizioni agevolate che hanno fornito abbondante liquidità al settore bancario. Tale liquidità, utilizzata in buona parte dalle banche per acquistare titoli di Stato, ha migliorato l’indice di fiducia degli investitori. Nel corso dell’anno tuttavia i mercati sono stati caratterizzati da un’elevata volatilità.

I mercati obbligazionari hanno reagito positivamente anche con riferimento ai titoli governativi. La decisa ripresa che aveva caratterizzato il primo trimestre si è tuttavia dimostrata temporanea a causa del peggioramento della situazione in Grecia, aggravata dall’incertezza politica del Paese e, soprattutto, del deterioramento del settore bancario spagnolo, colpito in particolare dalle significative difficoltà del settore immobiliare. Per far fronte al deterioramento del clima nei mercati il vertice europeo di fine giugno ha varato alcuni importanti provvedimenti tra i quali la possibilità di acquisto da parte del Fondo salva-stati di titoli dei Paesi membri dell’Area Euro in difficoltà finanziaria nonché la previsione di ricapitalizzare le banche in crisi. A fine settembre la Banca centrale Europea ha inoltre annunciato politiche monetarie espansive.

Anche i titoli corporate hanno reagito positivamente a tali misure: lo spread rispetto ai tassi di interesse risk-free degli emittenti “investment grade” europei si è ristretto da 255 bp a 131 bp; per gli emittenti con rating speculativo lo spread è sceso da 833 bp a 505 bp.

 

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Il rendimento del governativo decennale tedesco è sceso dall’1,83% del 31 dicembre 2011 all’1,32% al 31 dicembre 2012, toccando un minimo di 1,17% a luglio. In particolare il differenziale di rendimento dei BTP italiani decennali rispetto ai Bund tedeschi che a fine 2011 era pari a 527 bp è sceso fino a un minimo di 278 bp in marzo, per poi attestarsi a 318 bp al 31 dicembre 2012. Anche il tasso Euro swap a 10 anni ha registrato un calo. Il rendimento del governativo decennale americano è sceso dall’1,88% all’1,76%, anche per effetto delle manovre di politica monetaria della Federal Reserve.

 

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Il tasso dei Bund a 2 anni è sceso diventando negativo da 0,14% di fine 2011 a -0,01% al 31 dicembre 2012, registrando un appiattimento della curva dei tassi. Andamento analogo ha avuto il tasso Euro swap.

Il tasso americano a 2 anni è restato invece sostanzialmente stabile attestandosi allo 0,25% (0,24% a fine 2011).

 

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I mercati azionari hanno prevalentemente fatto registrare performance positive caratterizzate però da elevati livelli di volatilità; dopo il rallentamento che aveva caratterizzato il secondo trimestre i principali indici hanno evidenziato una significativa crescita.

L’Eurostoxx ha avuto un deciso recupero (+15,53%). In particolare i settori che hanno avuto la performance migliore sono stati il settore auto (+35,30%) e l’assicurativo (+34,11%). In recupero anche il settore bancario (+11,98%).

Le principali borse europee hanno avuto un andamento generalmente positivo: in crescita il Dax di Francoforte (+29,06%), il Cac di Parigi (+15,23%) e il Ftse di Milano (+7,84%). Ha fatto eccezione l’Ibex di Madrid (-5,08%).

Anche negli Usa i mercati azionari hanno avuto un analogo andamento positivo grazie alla ripresa dell’economia. Lo S&P500 è salito del 13,41% e il Nasdaq del 15,91%.up.png

I mercati assicurativi

Per quanto riguarda i principali mercati assicurativi europei in cui il Gruppo Generali opera si evidenziano andamenti piuttosto differenziati per ramo di attività e area geografica.

Nel segmento vita prosegue la flessione osservata nello scorso esercizio; si registra tuttavia una dicotomia tra i mercati più maturi dell’Area Euro, dove i premi sono nettamente diminuiti, ed i Paesi dell’Europa centro-orientale, dove il mercato dei prodotti vita sta riacquistando un certo slancio.

Per quanto concerne l’Italia, l’andamento della raccolta dei premi da lavoro diretto ha avuto una flessione dell’8,9% nei primi nove mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2011, confermando il trend negativo iniziato alla metà del 2011. Continua a flettersi anche la nuova produzione (-10%), un risultato comunque in ripresa rispetto al 2011 (-28%). La contrazione è in buona parte ascrivibile ai prodotti tradizionali (-13,3% al terzo trimestre), mentre i prodotti linked mostrano forti segnali di ripresa (+13,3% la nuova produzione nel 2012).

Per quanto concerne i canali distributivi, si registra in particolare la contrazione della raccolta del settore bancario (-21% al terzo trimestre, -17% per quanto riguarda le stime per nuova produzione del 2012) e un calo più contenuto del canale agenziale (-3% al terzo trimestre). Positiva invece la performance dei promotori finanziari, la cui raccolta cresce del 15% al terzo trimestre (+26% per la nuova produzione), grazie all’impulso dato dalle polizze unit-linked.

In Germania la raccolta premi mostra una situazione di recupero rispetto al calo dello scorso esercizio, grazie alla crescita dei prodotti vita in senso stretto, con le polizze a premio unico che mostrano un incremento dello 0,6% mentre quelle a premio ricorrente dello 0,9%.

In Francia è proseguita la flessione della raccolta già osservata lo scorso anno. Nonostante nel secondo semestre si sia registrata una decelerazione della contrazione, le stime per il 2012 mostrano una contrazione dei premi pari al 6%. Per la prima volta inoltre la raccolta netta del settore è stata negativa (-3,4 miliardi di euro) a causa dell’indebolimento del reddito delle famiglie e della concorrenza di altri prodotti di risparmio, in particolare di quelli bancari.

Nei principali Paesi dell'Europa Centro-Orientale i mercati vita hanno mostrato quasi ovunque un andamento positivo, con la principale eccezione costituita dall’Ungheria. La Polonia ha avuto una crescita robusta della raccolta (+10,6% al terzo trimestre), dovuta in particolare al successo dei prodotti linked (+16,5%), che mostrano un’evoluzione positiva anche nella Repubblica Ceca (+6,3%) e nella Slovacchia (+13,4% al primo semestre). Al contrario, è proprio la performance negativa dei prodotti linked (-12%) a determinare la flessione del mercato vita in Ungheria (-8%).

In Spagna, le prime stime per il 2012 mostrano che il mercato dei rami vita ha subito un deciso calo (-9%), a causa prevalentemente della diminuzione dei premi intermediati dal settore bancario e della difficoltà dei prodotti di risparmio (-10%).

Nel segmento danni la dinamica dei premi ha avuto un andamento differenziato nei maggiori mercati di operatività del Gruppo.

In Italia la debolezza della domanda interna ha influito negativamente sulla raccolta complessiva nei rami danni (-0,6% al terzo trimestre 2012). In particolare sono in flessione il ramo auto (-0,5%), che risente del pesante calo delle nuove immatricolazioni, mentre i rami non-auto, nonostante la debole domanda interna, hanno presentato una raccolta stazionaria nel corso del terzo trimestre.

In Germania si registra una notevole progressione della raccolta nel ramo auto (+5,1%), e positiva risulta anche la performance del settore property (+4,1%).

In Francia il settore danni ha invece registrato un aumento dei premi del 4%, in larga parte attribuibile ad aumenti tariffari (in particolare nel settore non auto) volti a ripristinare la redditività tecnica, notevolmente calata negli ultimi anni. Nel settore auto la crescita dei premi è risultata invece del 3%.

Per quanto riguarda la maggior parte degli altri principali Paesi europei di operatività del Gruppo, si registra un calo significativo dei premi nel settore auto quasi ovunque ad eccezione della Polonia (+3,2%), con un andamento particolarmente negativo in Ungheria (-8% al terzo trimestre) e Spagna (-6% le prime stime per il 2012). Il settore property, principalmente grazie agli aumenti tariffari applicati, mostra invece una dinamica positiva in tutti i Paesi, con incrementi della raccolta premi che si attestano in media attorno al +3%.up.png